CHI SIAMO







BANDI



FORMAZIONE







E-LEARNING


PROGETTI / ATTIVITA'






SERVIZI




EVENTI



CONTATTI


OSSERVATORIO FONOPOLI
     
 

CINEMA

 

VISTI DA...

Recensioni di "Tra le nuvole", "Avatar"

 

 

 

Tra le nuvole ••••

 

Le aziende che non vogliono sporcarsi le mani con i licenziamenti affittano qualcuno che, con cinismo e un sorriso stampato sulla faccia, lo faccia per loro. Questo qualcuno ha il nome di George Clooney, perfetto nel ruolo di tagliatore di teste che vive fra aeroporti, alberghi di lusso e rapporti occasionali. Una commedia scritta benissimo, che mette in luce la precarietà del lavoro e dei rapporti umani che si fanno sempre più virtuali. Un film dotato di un’ironia pungente, che evita saggiamente un finale stucchevole a favore di un’amara e acuta riflessione sulla superficialità della vita moderna. Raro e per questo assolutamente consigliabile.

 

 

 

 

 

 
 

Avatar••½

 

Un ex marine costretto sulla sedia a rotelle viene reclutato per raccogliere informazioni su un mondo alieno denominato Pandora, dove si trova un raro minerale che può risolvere la crisi energetica del nostro pianeta. Vista la tossicità dell’atmosfera del paese alieno, gli umani collegano le proprie coscienze ad un corpo controllato a distanza chiamato avatar. La storia è eccessivamente lineare e prevedibile, con fin troppi rimandi alla Pocahontas disneyana o al Balla coi lupi di Kostner, priva di colpi di scena, mentre l’aspetto ecologico – filosofico della vicenda viene appena accennato (in questo caso Blade Runner docet…) in un misero dialogo fra la scienziata e i militari. Avatar è uno spettacolo suggestivo per gli occhi, che però non emoziona, in quanto tutto ha il sapore del già visto e sentito. Saccheggi da Alice nel paese delle meraviglie, Guerre stellari, Il signore degli anelli, Alien, Terminator, Transformers e persino Matrix, per creare personaggi e ambientazioni che paiono le brutte copie delle pellicole precedenti. Un interminabile kolossal dove prevalgono la banalità e la noia (qualche sbadiglio in sala se lo concede più di uno spettatore …) sulle emozioni, che a differenza di quanto sostenuto da qualche critico, si possono trovare in ben altri film in circolazione attualmente (da A single man di Tom Ford a La prima cosa bella di Virzì), dove si ride, si piange, si riflette e si vivono suggestioni autentiche, senza dover indossare un paio di occhialini. Ma siamo veramente sicuri che Avatar sia il simbolo di una nuova frontiera cinematografica? Ai posteri l’ardua sentenza, ma chi scrive è assai perplesso.

 

 

Michele Fraternali


 
     

Associazione Culturale Fonopoli - Via Monza, 10 - 00182 Roma Tel/Fax 06/42013154 P.IVA 04445341003