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Recensioni di "Baciami ancora", "Amabili resti", "An education"

 

 

Baciami ancora ••

 

Tornano a dieci anni di distanza le storie dei ragazzi, oggi quarantenni, de L’ultimo bacio tra litigi e tradimenti, partenze e ritorni, frustrazioni e sensi di colpa. Muccino delinea un ritratto generazionale patetico, stucchevole, a tratti delirante, votato al turpiloquio, in un susseguirsi di scene madri dove tutti i protagonisti si rincorrono e si strillano istericamente addosso. Un film interminabile, scritto in maniera superficiale e incongruente, dove un cast di primo piano viene inutilmente sprecato in una vicenda che rimane in bilico tra melodramma e sentimenti da rivista di gossip. I personaggi più interessanti vengono appena abbozzati senza mai approfondire, si ammicca smaccatamente in più di un’occasione al cinema di Ferzan Ozpetek, sottolineando il tutto con astuti brani di repertorio. Ansiogeno, irritante, un sequel di cui si poteva fare a meno.

 

 

 

 

Amabili resti •••

 

Una giovane ragazza viene uccisa barbaramente e mentre si trova in sospeso tra cielo e terra tenta di far intuire ai suoi familiari straziati dal dolore chi è il suo omicida. Jackson realizza un film complesso, sulla vita e la morte, sull’amore incondizionato di un padre e i sogni infranti di una figlia, sulla crudeltà e il dolore, che non è assolutamente un capolavoro, ma che vale la pena di vedere. Un’opera che vola alto in alcuni momenti onirici e che è magnifica quando passa in maniera terribilmente naturale dalla tranquilla quotidianità familiare all’omicidio, non tralasciando alcun dettaglio e descrivendo il killer – Tucci, che merita a mani basse l’oscar, con mostruosa semplicità, evitando ogni cliché di genere.Nonostante un cast in stato di grazia, il film dà la sensazione di incompiutezza e slegatura,senza mai riuscire ad emozionare fino in fondo regalando amabili resti, ma anche amare lacune.

 

 

 

An education •••½

 

Nell’Inghilterra pre – Beatles una giovane studentessa, spinta dai genitori, tenta di entrare ad Oxford, ma quando incontra un affascinante trentenne che le farà scoprire un mondo eccitante e culturalmente stimolante, avrà più di qualche difficoltà nello scegliere tra piacere e dovere. Classica storia di un’educazione sentimentale, ma con l’originale idea di raccontare attraverso di essa i fervori che portarono alla rivoluzione culturale degli anni sessanta. Lievità, vivacità, dialoghi spumeggianti e una stupefacente protagonista che sembra una commistione tra la Audrey Hepburn di Colazione da Tiffany e la Audrey Tautou del Fantastico mondo di Amelie, sono gli ingredienti di un film delizioso, che però nel finale scivola via troppo semplicemente e rapidamente, soprattutto quando lo script si fa decisamente più serio.

 

 

 

  

 

 

Michele Fraternali


 
     

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