CINEMA
VISTI DA...
Recensioni di "Cosa voglio di più", "Robin Hood"
Cosa voglio di più ••
Anna e Domenico vivono un amore passionale e travolgente, una storia di ribellione contro la precarietà delle loro esistenze. Incontri clandestini e sesso consumato in squallidi motel, litigate al cellulare, finché la donna non deciderà di volere qualcosa di meglio. Esistono film – cassetta che vogliono piacere al pubblico di massa, realizzati senza rischi, né originalità e pellicole di genere o d’autore destinati ad un pubblico selezionato. Cosa voglio di più appartiene invece alla categoria dei film dove non succede nulla se non qualche scena di violenza o sesso. Soldini resta incollato con l’obiettivo ai protagonisti, realizzando un’opera senza alcun interesse, dove tutto puzza di già visto e sentito. Il regista esagera in lentezza e ripetitività, risultando ridondante, pedante, banale, senza mai risultare scabroso (come invece largamente strombazzato …) negli incontri spregiudicati fra i due protagonisti. Inconcludente.
Robin Hood••
Il binomio Scott – Crowe torna sul grande schermo per raccontare come l’arciere Robin Hood sia diventato un fuorilegge, come l’eroe sia diventato una figura leggendaria. Il taglio sarà pure originale, ma l’intenzione primaria sembra quella di voler realizzare una sorta di Gladiatore con arco e frecce, ma quest’ultime non riescono proprio a centrare il bersaglio. Storicamente poco credibile e l’equilibrio tra storia e spettacolo è decisamente sbilanciato verso il secondo. Non si può riconoscere che le battaglie non siano scenografiche e di un certo impatto, nonostante ricordino troppo da vicino quelle di altre pellicole, ma la sceneggiatura presenta troppe lacune e forzature che annoiano e smarriscono lo spettatore. E poi scegliere un imbolsito, invecchiato e monocorde Russell Crowe per interpretare il giovane e atletico arciere, non è stata una mossa propriamente felice.
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Michele Fraternali
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