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2005

 

Roma, 6 ottobre 2005, è una giornata uggiosa, cosa abbastanza strana per questa città che ad ottobre, in genere, rivive spicchi dell’estate ormai passata.
Però è anche una giornata importante per Fonopoli. È il giorno in cui ufficialmente viene decretata la nascita della sua città della musica.
Nella splendida cornice della casa del jazz (una villa sulle pendici del colle Aventino, appartenuta un tempo al capo della famigerata “banda della magliana”, quasi una nemesi storica – come ha sottolineato il sindaco di Roma, Walter Veltroni – visto che la struttura sorgerà proprio alla magliana) si è tenuta una conferenza stampa indetta dal comune di Roma in cui il sindaco di Roma, congiuntamente al presidente onorario di Fonopoli Renato Zero, ha annunciato che finalmente Fonopoli si farà.
Dopo oltre dieci anni dall’ideazione del progetto, spesi nella vana ricerca di un mecenate che fosse disposto ad investire nella struttura senza svilirne la sua funzione,  il comune di Roma ha deciso di sostenere i costi per la costruzione della struttura. La città della musica (ma sarebbe meglio dire la città dell’arte) sarà una struttura polifunzionale dove oltre al teatro, troveranno spazio laboratori artistici e culturali dove si potranno formare le nuove leve artistiche, le nuove maestranze e le nuove figure professionali che il mondo dello spettacolo oggigiorno richiede. Inoltre a corredo di tutto ciò, vi saranno delle strutture di servizio (come ad esempio degli asili nido) destinate non solo a chi usufruisce della struttura, ma anche agli abitanti del quartiere. Insomma un grande progetto destinato a vivere e a far vivere una zona periferica della capitale, riqualificandola tramite i servizi, la cultura e le opportunità di lavoro, come ha tenuto a sottolineare anche il sindaco Veltroni.
Il tempo previsto per la costruzione della struttura sarà di due anni e mezzo.
 
Sorridente e visibilmente soddisfatto, Renato Zero ha concluso dicendo: Questo progetto è per tutti i giovani, per tutti noi, per la città di Roma, perché Renato Zero ha il suo lavoro ed è impegnato nel meraviglioso mondo della musica, ma Renato Fiacchini ha voglia di lavorare tanto e di lavorare ancora per la vita. Oggi è una mia grande vittoria che dedico a tutte quelle persone che in questi anni hanno creduto nel progetto Fonopoli”.
 
Il sogno comincia a trasformarsi in realtà!
 

 


 
     

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